Cellino Attanasio

L’attuale Cellino Attanasio sorge su un colle che fa parte del crinale compreso fra la vallata del Vomano e il corso del fiume Piomba. Cellino ha radici antichissime, molti sono infatti i rinvenimenti archeologici avvenuti nel suo territorio databili dall’Età del Bronzo sino all’età romana e all’alto Medioevo. Il nome Cellino fa parte della toponomastica latina, dal nome proprio Aquillinus. Una tradizione popolare vuole che il nome derivi da Cillenius, epiteto di Mercurio, a cui sarebbe dedicato un tempio ubicato su colle S. Marco. Comunque in Italia ci sono altri paesi che hanno questo nome, tanto che nel 1863 il Ministro dell’Interno del neo Regno d’Italia, per identificare senza possibilità di equivoci paesi recanti lo stesso nome, aggiunse a Cellino il toponimo Attanasio che era il cognome del Prefetto di Teramo allora in carica. L’antica Cellino non si trovava però sul colle attuale, ove si incastellò probabilmente verso l’XI secolo per opera dei monaci. Dalle vaste presenze archeologiche concentrate in due aree abbastanza ben delimitabili, cioè le pendici collinari prospicienti il Vomano fra Medoro e Torroni e le colline dominanti la sottostante Valle del Piomba, possiamo identificare i nuclei abitativi della Cellino antica. Dai dati raccolti e dai materiali rinvenuti si può certamente affermare che Cellino era già abitata nell’Età del Bronzo; a questo periodo risalgono infatti i siti di Monteverde e Cellino Vecchio. Con la colonizzazione romana, successiva alla deduzione di Hatria a colonia, il quadro insediativo nell’area lungo il Vomano sembra subire un riassetto e un potenziamento, per cui agli insediamenti sorti in età preistoriche se ne aggiungono altri nuovi. Poche sono le notizie riguardanti Cellino medioevale. Sappiamo che la città fu sotto il dominio dei frati benedettini di S. Giovanni in Venere fino al 1300. Dal 1300 fu sotto la giurisdizione spirituale degli Abati di Montecassino e civilmente seguì le sorti del ducato di Atri, acquistato dagli Acquaviva dal re Ladislao di Napoli. I duchi tennero Cellino come luogo nascosto, fortificato e ben attrezzato ove eventualmente rifugiarsi in caso di assedio. Lo circondarono di solide mura con nove torrioni, che avevano comunicazioni sotterranee tra loro. Nel 1462 Cellino fu assediata e conquistata da Matteo da Capua, che la tenne per un anno quando la riconquistarono gli Acquaviva.Cellino rimase in possesso della famiglia fino alla fine del secolo, quando Ferdinando d’Aragona fu spogliato di tutti i suoi possedimenti e Cellino fu ceduta a Fabrizio Colonna. Ultimo fatto d’armi di una certa importanza fu l’entrata in città dell’armata repubblicana francese comandata dal generale Rusca nel 1789. La cinta muraria che racchiude l’attuale cittadina risale al tardo XV secolo e conserva tre torrioni visibili dei nove che la componevano con merli del tipo ghibellino.

Share