Discografia

Dall’incontro spontaneo con anziani di Cellino Attanasio nasce il primo lavoro discografico dell’associazione culturale “Eco tra i torrioni” levitra 20 mg .

copertina cd

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http://cialisbcz.com/ Ggende di òme, usato nel dialetto cellinese per indicare persone non appartenenti al “nucleo famiglia”, non poteva non essere il titolo di questa raccolta di canti e musiche, sempre più lontani ed estranei dalla frenetica vita quotidiana.

La ggende de òome…dice, racconta, suona e involontariamente tramanda un foltissimo repertorio di canti della tradizione contadina del teramano che, se non recepiti e incamerati in tempo nelle nostre coscienze, rischiano di essere seppelliti dal tempo online pharmacy .

ed pills that work Il nostro tentativo è quello di riproporli, di raccoglierli, visti non solo come semplice espressione musicale di un tempo, ma come una fotografia del passato, che ci apre gli occhi sui disagi e le difficoltà, ma anche sulla spensieratezza e la purezza della vita tramandate oralmente attraverso gli anni e ogni canto si riferisce ad un preciso momento di vita: dalla nascita, al matrimonio, alle feste fino alla morte. Canti d’amore, canti di lavoro, canti di questua e stornelli sono stati raccolti con particolare attenzione sull’uso della vocalità, strumentalità ed espressività degli esecutori.

Online Pharmacy In prevalenza sono stati esaminati i canti della “Sanda Passijone” eseguiti nella Settimana Santa con l’accompagnamento di particolari strumenti lignei. Non ancora del tutto esplorati i canti narrativi e i riti della passione di Gesù Cristo sono senza dubbio una tra le particolarità più suggestive dell’etnocoreuticità abruzzese in quanto rappresentano l’autentica espressione dell’anima semplice e ingenua, entusiasta e commossa.

how to buy bitcoin stock Quest’ultimo aspetto a noi assolutamente trascurabile, viene ulteriormente messo in risalto, in una manifestazione, organizzata a Cellino Attanasio a cavallo tra la settimana della Domenica delle Palme e quella del Lunedì dell’Angelo, denominata Lu Giuviddì Sande, che raccoglie ogni anno, suonatori e cantori da tutto l’Abruzzo.

http://canadianonlinedrugspharmacy.com Pertanto il progetto culturale Ggente de àme dice…, rappresenta in sintesi, tutto ciò che abbiamo ascoltato da tempo davanti ad un focolare, meditato dalle nostre fantasie, vissuto con le ricostruzioni storiche e ricerche su campo, riassaporato con arrangiamenti musicali, ed infine oggi cercato di riproporre o meglio, restituire ai legittimi fruitori, ossia la “ggende de òme” del 2010.

Nel far ciò, abbiamo incontrato e riproposto attimi di profondo sentimento ed emozioni, come sui canti della Settimana Santa, ma accanto ad essi abbiamo voluto rappresentare anche l’altra componente popolare più quotidiana; quella irriverente de Li Sturnille e Serenate a suspette o degli ancora attuali campalinismi di Cellino Celloni…che siete levitra online .

Infine i frammenti registrati sul campo, “opera della parte più umile ed oscura del popolo” sono stati inseriti prima di diversi brani…frammenti di quel popolo che ha ancora tante, troppe cose da dire e insegnare.

 

 

1. Lu Giuviddì Sande

Canto tradizionale legato alla questua della settimana santa nella zona del teramano

 

2. Cellino Celloni

Filastrocca raccolta a Cellino Attanasio, cantatataci da un anziano del posto. Questa ironica saltarella, inquadra il microambiente di incontri serali dove con vino in quantità ci si scherniva fra paesi limitrofi e si discuteva di problematiche amorose e di lavoro.

 

3. Pe’ l’acqua a la funtanella

L’anziano che ce l’ha tramandata, racconta come tale brano venisse usato indiscriminatamente in svariate occasioni: feste, serenate, partenze, dopo il lavoro. In esso, vi era l’intento di attirare le attenzioni della “corteggiata”.

 

4. L’orologio della passione

Canto legato al culto della settimana santa; “sui generis”, come lo definisce Lupinetti. Molto usato nel teramano, ma con altre varianti che si riscontrano addirittura da contrade a contrade di uno stesso paese

 

5. La monachella per forza

Brano di tema amoroso ma con finale tragico, tipicamente cantato nella zona di Valviano frazione di Cellino Attanasio. Cantore per eccellenza della zona è Giustino di Marco.

 

6. Cicirinella

Diffusa filastrocca fanciullesca presente in buona parte dell’Italia meridionale, con numerose varianti. Tra queste, quella del Teramano. Le strofe da noi proposte sono state raccolte in diverse zone limitrofe a Cellino Attanasio. D’Alelio Dora di Bisenti, Venturino Grossi della contrada Flariani di Montefino e Federico Del Papa di Valviano.

 

7. Lu sclame de la Madonne

Particolare e insolito canto della Settimana Santa diffuso in alcune parti della provincia di Teramo. A noi ci è stara “raccontata” in maniera toccante dalla Signora Ruggeri Adalgisa di Cellino Attanasio. Il tema è la disperazione e lo sgomento della Madonna, legato alla frenetica superbia degli artigiani intenti alla fabbricazione di oggetti di morte quali chiodi, marteli e croci.

 

8. Quand’è bell a je ‘ngambagne

Canto di lavoro. Stornelli, con i quali si accompagna la vendemmia nelle campagne.

 

9. Serenata a suspette

Versione molto particolare di Serenata, raccolta dalle testimonianze di Giovanna Marcone, Signora di Cellino Attanasio. Fu cantata in maniera ironica e “dispettosa” il 25 febbraio del 1949, giorno precedente le sue nozze.

 

10. La maddalena

Altro canto legato al culto della Settimana Santa. Durante il Venerdì Santo veniva cantata senza accompagnamento musicale solo ed esclusivamente dalle donne. Ascoltando le testimonianze di un anziano suonatore del posto, noi abbiamo cercato di musicarla.

 

11. Saltarella a suspette

In molte zone di Cellino Attanasio, molti gruppi o squadre di suonatori si sfidavano con strofe “dispettose”. Tale testimonianza ci viene donata da anziani del posto appartenenti un tempo, ad una squadra di suonatori che si faceva chiamare “li chitarrune”.

 

 

un paio di anni dopo…

 

 

Un gruppo di giovani ragazzi, amici legati da un forte attaccamento alle proprie radici.

Una descrizione breve e completa, che ci rappresenta sotto ogni aspetto.Tra una suonata, un bicchiere di vino, una “partenza” ed una “passione” è spuntata l’idea di lavorare ad un secondo progetto, un’occasione per crescere. Infatti “La useme de la Piomme”, come “Gente di ome dice”, nostro primo cd, devono essere visti come un continuum, ed entrambi vogliono rappresentare il nostro amore morboso per il nostro territorio, per la nostra gente, per la nostra cultura. Una territorialità che si va perdendo, ma che rimane un punto fermo della nostra vita.

Secondo lavoro discografico
Secondo lavoro discografico

Il titolo così nasce da solo: “la useme”, “l’odore”, un odore che ci riporta indietro nel tempo, il sudore di uomini curvi nei campi sotto il sole cocente, l’odore penetrante dell’incenso durante una processione, quello di un luogo famigliare.
Quindi “La useme de la Piomme”, più che l’odore di un posto vero e proprio, vuole ricordare l’odore dei nostri luoghi, delle nostre radici, delle nostre tradizioni.
L’intento è quello di riproporre canti basati sulla ricerca sul territorio, sul contatto diretto con gli anziani del comune di Cellino Attanasio, più in particolare, della zona attorno al fiume Piomba, fiume conosciuto già in epoca romana col nome di “Comarna”, e riportarli così come li abbiamo ascoltati e appresi.
Non possiamo perciò non ringraziare di vero cuore tutte le persone anziane che ci hanno trasmesso musiche, testi, stralci di canzoni o di filastrocche, che ci hanno raccontato gli aneddoti o le storie dietro ognuno di loro, emozionandosi, ridendo o commuovendosi, ricordando i tempi passati.
Ringraziamo inoltre tutte le persone che girano attorno all’Associazione, quelle che ci hanno sostenuto, che ci hanno aiutato e incoraggiato, sia per il cd, che per “Lu Giuviddì Sande”, e che con noi condividono l’amore per la cultura locale.

 

 

1. La canzone di Peppe

Suonata di organetto che eseguiamo avvicinandoci alla casa paterna della ragazza la sera della “Partenza della sposa”, subito dopo si esegue appunto “La Partenza” canto mesto e lento fra la commozione di tutti. Da Giuseppe di Giovannantonio, esecutore e compositore del brano, abbiamo imparato questo pezzo.

 

2. La mundagnella

Veniva usato durante i lavori nei campi, Marinella di Sante ottantenne di c/da Feudi di Cellino Attanasio ci trasmette testo e linea melodica. La signora Marinella ci fa notare che questi canti venivano cantati per intere giornate in campagna e venivano ripetuti innumerevoli volte; inconsapevolmente si tornava a casa con musica e parole impresse per sempre nella mente. Il canto prevedeva’alternanza di due tempi musicali diversi, oggi lo riproponiamo così come Marinella ce lo ha cantato per la prima volta.

 

3. L’Urazijone di Sande Dunate

San Donato è il Santo protettore degli epilettici,“Lu male de Sande Dunate” da noi viene usato per indicare appunto lo stato epilettico di un individuo. Il santuario di San Donato a Castiglion Messer Raimondo è meta di pellegrinaggio, fino a pochi anni fa si andava ancora a piedi ad onorarlo il 7 Agosto. Giovannina Marcone , classe 1926, residente in c/da Mingarelli di Cellino Attanasio ci ha cantato più volte la sua versione che sembra combaciare perfettamente, meno che per una strofa,  alle “stanze” ricercate dal Lupinetti a Castiglion Messer Raimondo.

 

4. Venticinque nutte

La conclusione dell’orazione di San Donato si eseguiva alla fine della stessa, la signora Di Michele Rosa novantenne di Cellino Attanasio ne ricorda solo alcune parti che sostiene di aver sentito a Castiglion Messer Raimondo nelle giornate di festa del Santo, il 7 di Agosto. In questo caso le strofe incomplete sono state integrate con quelle ricercate da Padre Donatangelo Lupinetti.

 

5. Cicirinella

Noi riprendiamo la filastrocca inserita nella prima raccolta di musica popolare “Ggende de òme dice”, all’epoca la sentimmo cantare da Federico Del Papa, dalla signora D’Alelio Dora e da Venturino Grossi che ringraziamo ancora, oggi il Raparillo ci canta nuove strofe che abbiamo pensato di far conoscere a tutti.

 

6. Il ballo della sala

Durante le feste organizzate in casa dopo il lavoro ci si concedeva spesso al ballo: un suonatore di ‘ddù botte instancabilmente eseguiva quadriglie, polche, saltarelle.  Bruno D’Ignazio e Giuseppe di Giovannantonio rispettivamente di Valviano e  Monteverde Basso di Cellino Attanasio, mentre chiediamo loro di farci sentire qualche passaggio, ci raccontano come il ballo della sala veniva usato; a tempo di polca si improvvisavano suonate e passaggi melodici dove un solista chiamava al ballo la persona di interesse, così via finchè tutti i presenti non trovavano un compagno o una compagna.

 

7. L’amore noi li faremo

Canto popolare presente in tutta la penisola con innumerevoli varianti. Venturino Grossi di anni 88 resindente a c/da Floriano di Montefino, ricorda come cantava questa canzone il giorno prima del matrimonio, ovvero durante “La Partenza della sposa” e ci trasmette alcune strofe. Il canto è stato completato con strofe da noi inventate.

 

8. Carminè

Alcune delle strofe corrispondono con quelle ricercate da Bruni nel 1907,  Adalgisa Ruggieri, quasi novant’anni di Cellino Attanasio ci trasmette testo e linea melodica che sensibilmente abbiamo cercato di eseguire mantenendo le caratteristiche originali. Un uomo innamorato si sposa finalmente con Carminè, da questo punto iniziano problemi seri; la giovane ragazza non sembra dedita ai lavori in casa e nei campi preferendo la vita mondana in città.

 

 

9. Passeggiando per la Francia

Veniva cantato in numerosi occasioni: nei campi o nei lavori femminili domestici , Marinella Di Sante ci racconta che ascoltava queste parole mentre la nonna filava. Ci sono varianti in altre regioni italiane con testi che in parte coincidono, non abbiamo trovato somiglianze con la musica che intimamente Marinella ci ha donato

 

10. Lu petucce di San Gabriele

Ogni anno da qualsiasi parte della provincia di Teramo si organizzano pellegrinaggi verso il Santuario di San Garbiele Patrono d’Abruzzo. Non è difficile ascoltare durante il percorso canti devozionali come questo intonati dalle donne. Spesso ci è capito di eseguire questo canto accompagnando devote del Santo,  la versione che proponiamo la suonammo insieme alle donne di Pretara di Isola del Gran Sasso nel 2009.

 

11. Le letterine

La cantano da sempre in contrada Valviano di Cellino Attanasio. Bruno D’Ignazio e Luciano Del Papa fanno risalire questa versione a Giustino Di Marco cantore e suonatore di ‘ddù botte del luogo. Le sofferenze, le illusioni e la rabbia per un amore perso sono i temi principali presenti nelle strofe cantate da solista con ripetizioni vocali. Così abbiamo imparato a cantarla.

 

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